Secondo Prologo: Elezioni Gioiosane 2012
Credevo di poter scrivere utilizzando nomi di persona prima di Natale (come avevo promesso), ma non ci sono riuscito. Mi sono detto che forse conveniva aspettare fino a Capodanno, e non ci sono ancora riuscito. Ho quindi deciso di aspettare fino alla Befana, e ho seguitato a non riuscirci. Fino a che non mi sono detto che potevo scrivere lo stesso un breve commento, tenuto anche conto delle giornaliere pressioni del Webmaster, anche senza nomi di persona.
La quantità di nomi di potenziali candidati a sindaco che gira in paese non è in due mesi variata. Sono magari variati i nomi, anche se non tutti, ma di sicuro in buona parte. Subito però il vuoto è stato colmato da altri nomi. Quindi la situazione non è numericamente cambiata. Di dozzine parlavamo e di dozzine continuiamo a parlare. Ovviamente il fatto che una vecchia dozzina di nomi sia stata sostituita da una nuova dozzina di nomi sarebbe solo dettaglio, ovvero nulla di straordinario, ma ciò se non si vivesse in un paese di 8000 abitanti e per di più a sei mesi dalle elezioni amministrative.
Evidentemente i potenziali candidati (sia quelli che si sono autonominati, che quelli che dicono essere stati nominati, che quelli che si presentano come frutto di una sintesi dei primi due casi) non si sentono così forti da poter lanciare ufficialmente la loro candidatura. Anzi i nomi che giravano per mesi sono ora evidentemente percepiti così deboli da scatenare la corsa a nuove candidature. Ed una tale frenesia, tutt’altro che spenta dopo i botti del Nuovo Anno, conferma indirettamente la sostanziale debolezza di tutti i candidati (per i quali non sarà facile trovare 12 candidati al consiglio comunale per formare le liste, raccogliere le firme necessarie per depositare le candidature, e, soprattutto, essere sicuri di non fare una brutta figura). Che è una ovvietà, visto il numero dei candidati (anche se nel computo non si volesse tener conto di quelli che il sindaco non vogliono farlo ma alzano ora la posta per avere qualche posto da assessore, categoria in forte crescita dopo la Befana).
C’è anche stato un momento quando la frenesia aveva colpito le associazioni/movimenti. Ne sono nate/i un buon numero ed altre/i già radicate/i si sono fatte/i sentire. Ma sappiamo per storia recente che l’associazione/movimento che conterà sarà quella/o che sarà percepita/o come vincente (farà cioè da traino ad altre/i). E come insegnano gli ultimi decenni di politica gioiosana è storicamente una associazione/movimento di San Giorgio (elettoralmente, per semplici ragioni territoriali, più consistente/i di altre/i in altre parti del territorio). Non dovesse così essere questa volta si troncherebbe infatti un trend (ma anche i trend, questo è vero, hanno una fine).
Aspettiamo quindi l’associazione/movimento vincente ed aspettiamo anche una buona scremata dei potenziali candidati a sindaco. Se però l’associazione/movimento vincente non potrà che nascere tra non oltre un mese, dei nomi dei candidati a sindaco che girano non credo ne riusciranno a sopravvivere più di due per la fine del Carnevale (fatta salva l’eventualità che in quelle notti non ne escano due nuovi), perché in quelle notti tarde si faranno i conti e, come temo, la matematica deciderà con qualche mese in anticipo il nuovo sindaco di Gioiosa Marea in barba a programmi, buoni propositi ed analisi politiche, visto oltretutto che ci saranno solo 12 consiglieri per lista e, nella più rosea ipotesi di due sole liste, per essere eletti ci vorranno circa 200 (dico duecento) voti.
Certo però che c’è un forte ritardo. D’altronde in questi anni c’è stato sostanzialmente poco, limitato fermento, e recuperare tutto in pochi mesi non è credibile. La credibilità si conquista nel tempo, e lo si fa col supporto degli organismi naturalmente preposti, ovvero i partiti (strumento a cui, con tutte le pecche che si possono addebitare, in politica io, personalmente, Vinciguerra d’Aragona, credo più che ad ogni altro). Tutti i candidati a sindaco, prima o poi, con i partiti dovranno confrontarsi. Ecco, oggi io vedo un sostanziale ritardo dei partiti locali, che appaiono impantanati nelle maglie dell’attendismo quando invece dovevano già essere, da mesi, fucina che sfornava (mi si consenta la cruda metafora).
Speriamo quindi di avere qualche nome a breve onde poter finalmente, quantomeno, provare a parlare di programmi e non solo di uomini o donne … non vorrei infatti dedicare il prossimo editoriale ai partiti locali e inimicarmi, per par conditio, anche l’altra metà del paese
Vinciguerra d’Aragona
Capitano d’Arme
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